In ufficio e a mensa, qui nell'ufficio indiano, ragazzi e ragazze si mischiano senza problemi, ridono e scherzano tra loro, si sfottono, si spingono, si pizzicano e si danno fastidio, come fanno tutti i ragazzi e le ragazze anche in Italia. So che qualcuno si è fatto anche una storiella con una collega.
Ma quanto queste storie possono diventare serie? E' possibile, anche per un ragazzo indiano ben educato, con un buon lavoro, che ha girato il mondo, scegliersi una moglie? Oppure i matrimoni combinati sono ancora la norma?
Come per ogni aspetto della vista sociale, mi sembra che l'India stia vivendo una fase di transizione, in cui un sistema sociale ancora ben solido e radicato convive con delle variazioni, che si stanno allargando a macchia di leopardo, non dappertutto e non in tutti i ceti sociali, ma troppe per costituire solo un'eccezione alla regola. il collega V. ad esempio mi raccontava che conosceva persone che si erano sposate al di fuori della propria casta, e sapeva anche di matrimoni tra indù e musulmani. Certo lui, dopo aver preso una laurea ed iniziato a lavorare, poi ha pensato che era arrivato il momento giusto per trovarsi una brava compagna... e ha chiesto alla madre di trovargliela, naturalmente appartenente alla sua stessa casta. Descritto da lui, e calato nella vita di tutti i giorni, un matrimonio combinato (si badi bene: combinato, non imposto) non è quella barbarie che uno si potrebbe aspettare. Lui e la sua attuale moglie non si sono sposati immediatamente, hanno avuto un fidanzamento che è durato due anni - si sono potuti conoscere bene, e ora sembrano felici.
Ci sono vantaggi e svantaggi, insomma. Per chi qui non ha particolari grilli per la testa, un matrimonio combinato permette di pianificare con serenità la propria vita, e perlomeno per le persone che conosco io, e con tutti gli inevitabili distinguo del caso, sembra più che altro che chiedano alla famiglia di organizzare degli speed-dating, poi sono liberi di esprimere una opinione sulla persona che è stata presentata loro.
Non è tutto rose e fiori, e la pressione della famiglia c'è, eccome. Sempre V. ha aggiunto che se non avesse fatto così e si fosse sposato al di fuori della sua casta le sorelle poi avrebbero avuto problemi a trovare marito. Il collega K. mi ha raccontato che il padre, un giorno, l'ha convocato a casa. K. lavorava a 14 (quattordici!) ore di macchina, e se le è fatte tutte per farsi dire dal padre che era il momento che lui si sposasse, e che gli aveva trovato una brava ragazza di una famiglia amica. K. ha incontrato la ragazza, ma poi non si sapeva decidere. Il padre voleva un sì o un no, e gli ha detto: se non sai decidere, decido io per te. A quel punto K. ha chiesto un altro round con la ragazza, ha deciso gli piaceva, e ora sono sposati.
Non so... ancora e ancora, e anche per questo, non esiste niente che sia assolutamente giusto o sbagliato. Cerchiamo tutti di fare del nostro meglio, sperando che il destino (o, qui, mammà) ci metta a fianco la persona giusta. E se non è la persona giusta, almeno che sia una brava persona.


